Vi propongo un inchiesta molto interessante, fatta dalla trasmissione Falò della RSI (Radiotelevisione svizzera di lingua italiana) sul Gardasil, un vaccino contro il papilloma virus (HPV).
Riporto di seguito un estratto di un post di Stefano Montanari tratto da un suo blog (link), in cui parla della sua esperienza riguardo il vaccino sul papilloma virus.
“Nel 2013 l’ASL mi invia una lettera con opuscolo allegato: mia figlia compiva 12 anni e loro mi invitavano a vaccinarla contro l’HPV.
Già da alcuni anni mi interessavo un po’ dei vaccini, cercando di capire qualcosa dei problemi veri o presunti che sempre più spesso vengono segnalati, ma non essendo un medico né niente di simile non è semplice fare chiarezza. Con l’occasione mi sono così messo a cercare informazioni più specifiche, provenienti però da soggetti (almeno teoricamente) competenti; ho quindi evitato accuratamente tutta la selva di antivaccinisti a prescindere.
Come pure ho deliberatamente ignorato i vari casi segnalati (non pochi per la verità) di effetti collaterali; non perché sospetto siano falsi ma perché, se non si ha la disgrazia di esserne coinvolti direttamente, è molto difficile avere il quadro completo ed effettivo del singolo caso, ed è praticamente impossibile avere la certezza del rapporto causale con la vaccinazione. Inoltre mi risulta che tutti i farmaci abbiano effetti collaterali più o meno gravi, per cui andare a cercarli è come scoprire l’acqua calda. Questo ovviamente dal mio punto di vista, di persona non competente, priva quindi di conoscenze e strumenti necessari a farne un’analisi sensata.
Tra le tante informazioni raccolte, ho ritenuto una buona fonte la documentazione presente sul sito dell’istituto Mario Negri, nella quale ho trovato un distacco e un equilibrio (assente nell’opuscolo dell’ASL) raramente presenti quando si affronta questo tema.
In estrema sintesi, questi sono gli aspetti di criticità emersi:
- Essendo un farmaco recente, la sperimentazione è ancora scarsa e non vi sono certezze sulla reale efficacia del vaccino.
- Degli oltre cento genotipi conosciuti del virus, solo quattro (comunque tra i più comuni) sono coperti dal vaccino.
- Il periodo di copertura ipotizzato è di cinque anni ma, anche per la scarsa sperimentazione eseguita, non si sa quanto sia realistico questo termine. Non è stato fatto un piano di richiamo per allungare la copertura temporale.
- Nonostante sia molto diffusa, nella maggior parte dei casi l’infezione provocata dal virus guarisce spontaneamente, e il numero di casi che sfociano in un tumore è estremamente limitato. Comunque il tempo necessario per l’evoluzione da infezione a tumore è molto lungo (anche alcuni decenni) ed è facilmente riscontrabile già nella fase iniziale mediante il PAP test.
- Data anche la limitata copertura, per varietà e per durata, il PAP test non diventa superfluo, anzi viene comunque raccomandato. Per contro il vaccino rischia di dare un senso di falsa sicurezza e di provocare quindi una diminuzione del ricorso al PAP test.
- Risultano già in fase di sperimentazione altri vaccini che offrono una copertura maggiore.
- Non è possibile prevedere eventuali mutazioni nel virus conseguenti all’introduzione del vaccino.
- Il costo dell’operazione è piuttosto alto; si presume che investendo la somma in una maggiore diffusione del PAP test si potrebbero ottenere risultati migliori.
- Restringere la vaccinazione alle sole femmine appare riduttivo; i rapporti sessuali favoriscono la diffusione del virus per cui, se si accetta la validità dell’intervento, ne andrebbe pianificata l’estensione anche ai maschi.
- In conclusione i ricercatori dell’istituto Mario Negri, oltre a molti altri medici, sconsigliano un piano di vaccinazione di massa, ritenendolo scarsamente efficace e inutilmente costoso; questo ovviamente in un’ottica di sanità pubblica, mentre invitano a valutare separatamente i singoli casi particolari.
A conclusione di questo percorso, siamo andati dal nostro pediatra per sentire la sua opinione in merito, e la discussione è stata più o meno questa.
“Dottore, cosa ne pensa del vaccino anti HPV?”
“Fatelo, assolutamente. Per una volta che c’è disponibile un vaccino contro il cancro…!”
“Un tipo di tumore poco diffuso in Italia e facilmente prevenibile mediante il PAP test.”
“Certo, il PAP test è importante e deve essere fatto comunque. Però il vaccino fatelo. Mia figlia ha 15 anni quindi non usufruisce del vaccino gratuito. Io glie l’ho fatto fare a pagamento.”
“Ma la sperimentazione fatta è molto limitata e non ci sono ancora certezze né sull’efficacia né sulla durata della copertura.”
“In effetti… sì. Sembra duri cinque anni.”
“E copre solo quattro varianti su oltre cento conosciute.”
“A quanto pare ne sai più di me.”
“In realtà stanno facendo la sperimentazione sulla pelle delle nostre figlie. Ma senza dircelo e quindi senza garanzie.”
“Ma sai… E’ un vaccino… Io per mia figlia ho chiuso gli occhi e l’ho vaccinata.”
Sinceramente non mi aspettavo risposte molto diverse, ma sul “ho chiuso gli occhi” mi sono cadute le braccia. Il giorno dopo sono andato all’ASL: non per fare il vaccino, ma per cambiare pediatra.
Di seguito un altro video con informazioni al seguente link:
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